giovedì, Luglio 16, 2020

Incandidabilità di tre ex amministratori di San Cipirello: il Ministero chiede la prosecuzione del giudizio

Tardiva costituzione dell’Avvocatura dello Stato: fissata al 3 luglio l’udienza per esaminare l’istanza nel procedimento per l’incandidabilità dell’ex sindaco di San Cipirello Vincenzo Geluso e di due suoi ex assessori: Giuseppe Clesi e Floriana Russo.

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All’udienza dello scorso 5 giugno l’Avvocatura non si era presentata. Quel giorno la prima sezione del Tribunale civile di Palermo era chiamata a pronunciarsi sulla richiesta dal Ministero dell’Interno. Così come prevede la normativa in caso di scioglimento dei Consigli comunali per infiltrazioni mafiose. Il giudice Caterina Grimaldi Di Terresena, che presiede la sezione collegiale, si era riservata di decidere. A costituirsi in giudizio erano stati Geluso, assistito dagli avvocati Salvino Caputo, Giovanni Puntarello e Sabrina Causa; Clesi, con il suo avvocato Rocco Lentini, e Russo assistita dall’avvocato Antonino Tramuta.

I legali dei tre ex amministratori avevano chiesto l’improcedibilità e l’archiviazione del procedimento. La vicenda, balzata agli onori della cronaca, da allora alimenta le speranze degli ex amministratori, in particolare dell’ex sindaco. “Può darsi che nel frattempo si siano resi conto dell’infondatezza della richiesta”, ha commentato l’indomani il suo avvocato Salvino Caputo.

Lo scorso 9 giugno però l’Avvocatura dello Stato ha inviato al Tribunale una memoria nelle quale si manifesta “il persistente interesse alla definizione del procedimento”. Nessun ripensamento dunque da parte del Ministero dell’Interno, che chiede la “prosecuzione del giudizio”. La richiesta, per essere esaminata, deve essere però rimessa al contraddittorio tra le parte. Di qui l’udienza fissata per il 3 luglio alle ore 14. “Sia io che gli altri colleghi ci opporremo”, fa sapere l’avvocato Tramuta. 

Il Consiglio comunale di San Cipirello è stata sciolto il 20 giugno dello scorso anno con un decreto firmato da Presidente della Repubblica. A deliberare era stato il giorno prima il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Interno. La decisione venne prese alla luce di una relazione della commissione di indagine prefettizia che si era insediata al Comune il 20 novembre del 2018. L’accesso ispettivo fu deciso dall’allora prefetto Antonella De Miro e portò alla luce ingerenze da parte della criminalità organizzata sull’azione amministrativa locale. (LEAS

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